Prestiti Forze Armate e Forze dell’Ordine: vantaggi

La Cessione del Quinto si riferisce a una particolare tipologia di prestito che viene rimborsato attraverso la busta paga o la pensione, e proprio per questa modalità semplice, trasparente ed immediata, è il prestito più scelto tra i dipendenti ed i pensionati. Inoltre, le attuali convenzioni in corso, permettono di accedere a soluzioni molto vantaggiose pensato specificamente per i membri delle forze armate e forze dell'ordine. Vediamo i vantaggi e le specifiche per ogni categoria.

Fanno parte della categoria forze dell’ordine: i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Polizia Penitenziaria, i corpi di Polizia locale, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale.

Sono considerati, invece, membri appartenenti al corpo militare e al Ministero della difesa: l’Aeronautica Militare, l’Esercito Italiano e la Marina Militare.

Se si fa parte di una delle seguenti categorie si può facilmente accedere al prestito con cessione del quinto per forze armate con Gruppo Santamaria inviando la richiesta online senza impegno. Si ricorda che, anche chi ha segnalato al CRIF può ottenere prestiti.

Per quanto concerne i requisiti da soddisfare, i dipendenti delle forze dell’ordine e delle forze armate devono essere in servizio permanente effettivo e devono possedere, inoltre, l’attestato di servizio rilasciato dalla sede di appartenenza.

 

La convenienza della Cessione del Quinto per Forze Armate e Forze dell’Ordine

La Cessione del Quinto è considerata una forma di finanziamento molto conveniente.

Si tratta di un prestito non finalizzato con condizioni agevolate. Ci sono molte ragioni per cui la Cessione del Quinto è un prestito vantaggioso, una delle quali è ovviamente quella di sfruttare tassi di interesse molto bassi. Questo è possibile grazie a numerose convenzioni tra le forze dell'ordine, forze armate e gli istituti di credito.

Le numerose convenzioni illustrano chiaramente l’affidabilità delle banche e delle istituzioni finanziarie con le forze armate. Infatti, l'eventuale difficoltà nell'ottenere un prestito dipende sostanzialmente dal rischio finanziario che la banca affronta quando il richiedente si dimostra cattivo pagatore o comunque trova difficoltà a rimborsare il prestito. Le forze dell'ordine e le forze armate sono, in sostanza, dipendenti statali e quindi godono di un certo grado di stabilità economica.

 

Caratteristiche del Prestito con Cessione del Quinto

La Cessione del Quinto per forze armate e forze dell’ordine prevede una rata che può arrivare fino a un quinto dello stipendio netto e le commissioni intermedie sono molto basse.

Per forze armate e forze dell'ordine, inoltre, sono previste agevolazioni particolari anche sul TAN ed il TAEG in quanto il prestito erogato gode di una convenzione esclusiva con l'arma o il ministero a cui si appartiene (si può approfondire, per esempio, la cessione del quinto per carabinieri oppure la cessione del quinto per la polizia). È importante sapere che, la Cessione del Quinto è considerato un prestito garantito: cioè, per ottenere garanzie aggiuntive, la banca chiede al titolare di sottoscrivere una polizza per intervenire nel caso di perdita di lavoro e morte prematura.


Cessione del Quinto: trasparenza e tassi interessanti

Negli ultimi anni, la Cessione del Quinto è aumentato in modo significativo grazie ad interventi specifici per la tutela dei consumatori, oltre alla partecipazione di banche e istituzioni finanziari.

Infatti nel 2019 la quota di mercato di questo prodotto è stata del 9% del mercato totale del credito e nell’anno 2020 è stata del 10%.

Non è più rivolto principalmente a quei clienti che hanno difficoltà ad ottenere credito, ma a tutti le persone che possono scegliere un prodotto trasparente e competitivo dopo aver ricevuto uno stipendio o una pensione.

La Cessione del Quinto è un prodotto molto semplice per tutti i clienti, le caratteristiche principali di questo servizio vengono esplicitate da consulenti esperti e il requisito più importante è la busta paga o la pensione mensile. Questo prodotto consente di ottenere prestiti effettuati direttamente da datori di lavoro o dall’Ente pensionistico.

Inoltre, questa procedura permette al cliente di sgravarsi ogni mese dell'onere del pagamento diretto e la quota viene trattenuta sul reddito mensile percepito dal richiedente.

Il pagamento rateale non può superare un quinto dello stipendio o della pensione.

Il prestito è emesso a tasso di interesse fisso, il pagamento della rata non è modificabile ed in questo modo il richiedente non potrà subire variazioni che lo possano mettere in difficoltà.

La Cessione del Quinto prevede la sottoscrizione di polizze assicurative a tutela del credito in caso di disoccupazione o morte.

Gli istituti bancari devono fornire ai clienti il documento IEBCC (Informazioni Europee di base sul credito ai consumatori) che dovrebbe indicare in modo chiaro e trasparente l'importo erogato, l'importo del finanziamento, il tasso applicato e tutti i costi annessi a questo servizio.

Prima di firmare il contratto di finanziamento, questo documento deve essere accessibile e consultabile dal richiedente.

Mediante il TAEG (Tasso annuo Effettivo Globale) il cliente può confrontare preventivi diversi e scegliere consapevolmente quale preventivo è più in linea con le sue esigenze.

 


Piccolo prestito INPS: come funziona

I piccoli prestiti sono finanziamenti erogati dall’INPS a pensionati e agli aderenti alla gestione unitaria del credito e dei servizi sociali. I prestiti sono riservati a dipendenti e pensionati del settore pubblico e sono emessi a tasso fisso. Successivamente ai tassi di interesse vanno considerate anche le spese amministrative, le quali vengono calcolate utilizzando una percentuale dello 0,5% dell’importo del finanziamento e i contributi al fondo rischio. 

Questo specifico finanziamento è studiato tenendo conto dell’età del richiedente e della durata del contributo.

 Agevolazioni e durata del piccolo prestito INPS

Con il piccolo prestito INPS puoi ottenere un finanziamento per un periodo che va da uno a otto mesi. L’importo che si può chiedere in prestito varia in base alle seguenti condizioni: 

  • Durata del prestito
  • Esistenza di altri prestiti in corso. 

Se la persona che richiede un piccolo prestito non possiede altre detrazioni in corso, la somma massima del prestito può raddoppiare. Ciò vuol dire che chi non ha chiesto altri finanziamenti può ottenere un contributo con un importo che va da un minimo di due mesi ad un massimo di otto mesi, rimborsabili in un arco di tempo che va da uno a quattro anni. 

Il dipendente assunto con un contratto a tempo determinato ha la possibilità richiedere un finanziamento con le stesse caratteristiche, affinché la durata del finanziamento non superi la durata residua del contratto di lavoro.

Il Piccolo Prestito INPS ed il Prestito Convenzionato INPS

La domanda per richiedere il piccolo prestito INPS va inviata sul portale INPS in via telematica. 

I piccoli prestiti INPS verranno erogati a tutte le domande che soddisfano i requisiti dell’Istituto di previdenza, entro i limiti della dotazione del fondo stabiliti annualmente.

I tempi del prestito non sono molto rapidi, quindi nel caso di una necessità impellente si può ricorrere al prestito convenzionato INPS con cessione del quinto che permette di ottenere credito immediato a condizioni agevolate per gli aventi diritto al prestito INPS, quindi pensionati, dipendenti pubblici e statali e forze armate. La richiesta si può fare direttamente online attraverso il form di contatto e anche la pratica può essere gestita 100% online. In alternativa, si può richiedere la consulenza a domicilio di un nostro consulente. 


NoiPA: come effettuare il primo accesso al portale online

NoiPa è il portale dedicato alla gestione degli stipendi dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Di seguito le modalità di primo accesso al portale NoiPA in 3 semplice step:

1. Inserimento dati anagrafica NoiPA

Per effettuare l’accesso al sistema NoiPA è indispensabile che l’Amministrazione di appartenenza abbia inserito nel sito NoiPA i dati anagrafici, l’indirizzo email e il numero di cellulare indicati dall’amministrato. Dopo l’inserimento dei dati, l’amministrato riceverà un messaggio di posta elettronica con mittente “NO Reply NoiPA”, il quale comunica dell’avvenuto inserimento dell’indirizzo e-mail.

2. Richiesta password di accesso NoiPA

Successivamente l’amministrato dovrà fare richiesta per richiedere il reset della password, utilizzando il form dell’ Assistenza nella sezione Supporto del portale, inserendo in allegato il documento d’identità.

Qui dovranno essere selezionati i seguenti valori:

  • Area: supporto tecnico informatico;
  • Tematica: sito/strumenti di gestione utenza;
  • Portale NoiPA: password/dati anagrafici.
    Dopo aver inviato la richiesta, l’utente riceverà un nuovo messaggio per email con all’interno le indicazioni per confermare la richiesta di assistenza. Solo alla conferma della richiesta sarà inoltrata correttamente al servizio di assistenza.

3. Accesso area privata e completamento dati NoiPA

Nell’eventualità che, dopo aver inserito i dati in anagrafica, l’amministrato non riceva il messaggio di posta elettronica o perché non ha comunicato la propria email o perchè l’indirizzo email comunicato è errato o ancora per altri motivi legati a problemi tecnici del gestore di posta, sarà di fondamentale importanza rivolgersi al Responsabile dell’Identificazione Dipendente (RID) del proprio ufficio di servizio per inviare nuovamente il proprio indirizzo email ed infine avviare il processo.


Decreto Sostegno 2021: Nuovi contributi

In piena operatività vi è un nuovo Decreto con misure anti-Covid con lo scopo di frenare l’ultima ondata del virus e, in aggiunta, si prevede che presto entrerà in vigore anche il nuovo Decreto Sostegno firmato dal Premier Draghi. 

Secondo la nuova legge, si prevede in particolare, un rinnovo delle indennità per i lavoratori appartenenti al settore della montagna, del turismo e dell’intrattenimento e una serie di misure a sostegno del settore della ristorazione.

Decreto Sostegno 2021: Lavoro, Imprese e Cassa Integrazione

Il testo del Decreto Sostegni si può sintetizzare in questi punti importanti:

  1. Sostegno alle imprese e all’economia con un fondo di 10 miliardi di eur
  2. Proroga del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021
  3. Indennità di 2.400 euro per i lavoratori stagionali e a tempo determinato e di importo variabile tra i 1.200 e i 3.600 euro per i lavoratori sportivi
  4. Rifinanziamento di 1 miliardo di euro del fondo per il Reddito di Cittadinanza e rinnovo del reddito di emergenza per altre 3 mensilità
  5. Cassa integrazione: si ipotizza un nuovo finanziamento fino al mese di giugno per tutte le persone e fino al mese di ottobre per tutte le piccole aziende non protette dalla Cig ordinaria
  6. Contributi a fondo perduto destinati a circa 3 milioni di imprese e professionisti che nel 2020 hanno perso almeno il 30% del fatturato medio mensile rispetto al 2019.

Decreto Sostegni Bis: Nuove misure

Il decreto Sostegni BIS è in lavorazione da parte del Governo (Decreto Imprese) e le forze di maggioranza sono d'accordo nel prevedere nuove ingenti misure di sostegno ad aziende e lavoratori per la futura uscita dalla fase più grave della pandemia, al fine di aiutare l'economia a ripartire.

Decreto Sostegni Bis: Incentivi per i contratti a termine

È quasi certo che siano pronte agevolazioni che favoriscano le assunzioni e in particolare i contratti di lavoro a tempo determinato, visto il grave calo di contratti in essere firmato Istat. 

Si ipotizza a:

  1. Potenziare gli incentivi contributivi già messi in operatività con la legge di bilancio 2021.
  2. Rivedere le norme del decreto Dignità ampliando il periodo massimo di durata dei contratti a termine fino a 36 mesi e prorogando la deroga all'obbligo di causale.

Decreto Sostegni Bis: Smart working e Moratoria Mutui casa

Si pensa di prorogare ancora, almeno fino al 30 settembre 2021, la possibilità per le imprese di utilizzare questa misura con modalità semplificate, ovvero senza accordo scritto individuale con il lavoratore. Inoltre, è quasi certo che sarà messa in atto una proroga per accedere al fondo Gasparrini per i mutui sulla prima casa per dipendenti e partite Iva. 


Ecobonus acquisti auto 2021: novità e come funziona

Sfortunatamente, durante l’anno 2020, ci sono state gravi perdite in diverse aree commerciali e una di quelle che ne ha risentito di più è stato il settore automobilistico. In Italia, secondo i dati della Federazione Nazionale Rappresentanti Automobilistici Esteri (UNRAE), le vendite delle automobili hanno rappresentato il -27,93%. Per incoraggiare l'acquisto di nuove auto è arrivato il nuovo Ecobonus per il 2021, il quale supporta la vendita di auto ibride ed elettriche, oltre a diesel o benzina.

Vediamo insieme, di seguito, cos'è e come funziona.

 

Ecobonus 2021: incentivi per veicoli elettrici

Il Governo, per incentivare l’acquisto di nuove auto, mette a disposizione una somma pari a 20 milioni di euro, non cumulabile con altre donazioni nazionali. I termini e le condizioni di quest’ultima sono, attualmente, in fase di definizione.

Inoltre, il nuovo bonus tiene conto dell'Isee della persona acquirente. Se effettivamente questo è inferiore a 30.000 euro, il contributo può raggiungere il 40% della somma di denaro prevista per l'acquisto di un veicolo elettrico con una potenza inferiore o uguale a 150 kW.

 

Incentivi per acquisto auto nel caso di rottamazione 

Esistono degli incentivi particolarmente importanti nel caso particolare della rottamazione.

Il primo step da valutare per ricevere questo incentivo è che la macchina da rottamare ha una valutazione inferiore a Euro 6 ed è immatricolato prima del 1 gennaio 2011.

Il secondo step da tenere a mente è il livello di emissioni dell’auto che si desidera acquistare: se le emissioni di anidride carbonica dell'auto sono comprese tra 0 e 60 g / km, si potrà avere un contributo statale di 2.000 euro solo se il prezzo è inferiore a 50.000 euro (IVA esclusa). Se, invece, la macchina riguarda una fascia di 61-135 g/km di anidride carbonica, la somma è di 1.500 euro e il prezzo di listino è di 40.000 euro.

Queste novità riguardanti gli incentivi possono essere combinati con l’Ecobonus  previsto dalla Legge Finanziaria insieme al decreto Rilancio, in base al quale, rottamando automobili Euro 1, 2 3 e 4 era possibile avere 6.000 euro di contributo per acquistare veicoli a emissione 0-20 g/km di anidride carbonica e di 2.500 euro per la fascia 21-60 g/km Co2.

 

Novità Ecobonus 2021 in sintesi

Le misure di incentivazione all'acquisto di auto previste dall’EcoBonus 2021 includono:

  • contributo statale di 2000€ per veicoli in fascia 0-60 g/km di Co2 (in caso di rottamazione)
  • contributo di 1500€per veicoli in fascia 61-135 g/km di Co2 (in caso di rottamazione)
  • contributo statale di 1000€ per acquisto di veicoli in fascia 0-60 g/km di Co2 senza rottamazione
  • Gli incentivi si possono cumulare con l’Ecobonus precedente.

 

Tempistica e incentivi Ecobonus 2021

Dunque, se si vuole acquistare automobili fino a 60 g/km di anidride carbonica si ha tempo dall'1 gennaio al 31 dicembre 2021, per tutte le altre, invece, il termine stabilito è il 30 giugno 2021.

Come tempistica si hanno 180 giorni per fare l'immatricolazione e, inoltre, la macchina che si rottama deve essere intestata da almeno 12 mesi alla stessa persona.

Oltre agli incentivi citati, alcune regioni ed amministrazioni locali hanno, in seguito, raccolto vari fondi per i propri residenti al fine di acquistare veicoli a basse emissioni per promuovere viaggi e spostamenti sostenibili per l’ambiente.

 

 


Mutuo prima casa: requisiti, novità e agevolazioni

L’acquisto della prima casa è considerato una tappa importante e per questo motivo sono riconosciute diverse agevolazioni sia dallo Stato Italiano che dagli istituti di credito. Per accedere alle numerose agevolazioni del mutuo prima casa bisogna avere, ovviamente, determinati requisiti e rispettare alcune procedure.

 

Agevolazioni mutuo prima casa: quali sono

Con il mutuo prima casa ci si riferisce al finanziamento emesso da un istituto bancario per l'acquisto di un’immobile ad uso abitativo. Quando si parla di "prima casa" non ci si riferisce ad un bene acquistato per la prima volta, bensì ad un’abitazione in cui si trasferisce la residenza entro dodici mesi dall'acquisto.

Una volta ottenuta dalla propria banca la delibera per il primo mutuo immobiliare sulla base dei requisiti reddituali e delle caratteristiche dell’appartamento, è possibile richiedere delle agevolazioni per ottenere importanti vantaggi fiscali.

 

Le agevolazioni che si possono ottenere sono le seguenti:

 

  • è prevista un’imposta sostitutiva agevolata dello 0,25% dell’erogato totale, a fronte della normale imposta piena pari al 2% del mutuo (qualora il mutuo sia finalizzato all’acquisto, alla costruzione o alla ristrutturazione della prima casa)
  • imposta ipotecaria e catastale sono fisse a 200 euro
  • l’IVA è al 4% se si acquista da un’impresa.

 

I requisiti per accedere alle agevolazioni mutuo prima casa

Per beneficiare delle agevolazioni sul mutuo prima casa, l'acquirente non deve, per prima cosa, possedere un altro immobile adibito a prima casa.

Inoltre:

  • In tutto il territorio nazionale non deve esserci altro immobile acquistato dalla stessa persona che beneficia dei vantaggi per la prima casa
  • La casa acquistata deve essere situata nel territorio italiano e non deve far parte della categoria catastale degli immobili di prestigio (compresi castelli, palazzi di notevole pregio artistico e storico, ville e immobili di grandi dimensioni)
  • L'acquirente deve essere una persona fisica
  • L'acquirente deve trasferire la propria residenza nella stessa città in cui si trova l'immobile acquistato entro 18 mesi dalla firma del contratto ed entro 12 mesi per detrarre gli interessi passivi del mutuo.
  • L'importo del prestito richiesto non deve superare la somma di 250.000 euro.

 

Mutuo prima casa: agevolazioni bancarie per i giovani

I giovani che vogliono usufruire delle agevolazioni per comprare la loro prima casa possono scegliere diverse modalità di finanziamento.

Possono richiedere dagli istituti bancari i seguenti mutui:

  • mutuo ipotecario acquisto prima casa
  • mutuo ipotecario non superiore alla cifra di 250 mila euro
  • mutuo con tassi applicati e condizioni, stabiliti dai singoli istituti bancari entro i parametri predefiniti.

 

Per utilizzare questo fondo è necessario presentare una specifica domanda che successivamente andrà consegnata in banca o ad altri istituti finanziari che collaborano all’iniziativa.

 

Gruppo Santamaria ha creato un prodotto specifico per chi ha bisogno di un mutuo per l’acquisto della sua prima casa con garanzie, agevolazioni e condizioni davvero vantaggiose. E’ possibile ricevere maggiori informazioni e ottenere un preventivo rapido inviando una richiesta senza impegno tramite il modulo online.


Tessera Sanitaria

A cosa serve la Tessera Sanitaria?

La Tessera Sanitaria è il documento digitale personale che viene rilasciato a tutte le persone che hanno diritto alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e dal 2011 è stata sostituita da una nuova versione con all'interno un microchip che consente anche l'accesso ai servizi online delle amministrazioni pubbliche.

 

Come si richiede la nuova Tessera Sanitaria?

Per richiedere la tessera sanitaria è possibile rivolgersi con carta d’identità valida, tesserino sanitario regionale di carta, codice fiscale (tesserino verde) presso le seguenti sedi:

  • La Asl che rilascerà una stampa della tessera sanitaria provvisoria. La definitiva, in seguito, verrà recapitata all’indirizzo di residenza.
  • Qualsiasi ufficio delle Entrate che procede alla richiesta del duplicato se la tessera è stata emessa, ma non recapitata.

Se la tessera non è stata mai emessa è necessario recarsi solo alla Asl.

 

A chi viene rilasciata la Tessera Sanitaria? 

La Tessera Sanitaria viene rilasciata a:

  • tutti i cittadini, titolari di codice fiscale, aventi diritto all’assistenza sanitaria da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Nel caso in cui il periodo di assistenza sanitaria sia inferiore a 30 giorni, la ASL di competenza rilascia, esclusivamente, un certificato cartaceo sostitutivo;
  • tutti i nuovi nati ai quali è stato attribuito il codice fiscale. A tali soggetti è inviata, automaticamente, una Tessera Sanitaria con validità di un anno; alla scadenza, viene prodotta una nuova Tessera-CNS con scadenza ordinaria.

Scadenza, furto o smarrimento della Tessera Sanitaria. Cosa fare?

La tessera sanitaria vale di norma sei anni. Alla sua scadenza verrà automaticamente spedita al cittadino una nuova tessera all’indirizzo di residenza risultante in “Anagrafe Tributaria”. Per i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno, la tessera ha la stessa scadenza di tale documento. Se la tessera sanitaria viene smarrita, rubata o si deteriora, è possibile chiederne un duplicato. In caso di smarrimento e si è residenti all’estero, si può richiedere un duplicato della tessera sanitaria recandosi alla sede del Consolato Italiano nel Paese di residenza.

Come richiedere il duplicato della Tessera Sanitaria?

Il duplicato della Tessera Sanitaria si può richiedere tramite il servizio dell’Agenzia delle Entrate, indicando il codice fiscale oppure i dati anagrafici completi. Occorre specificare la motivazione della richiesta:

  • furto o smarrimento;
  • sostituzione tecnica se la tessera è deteriorata o illeggibile - in quest’ultimo caso - si richiede il numero di identificazione della tessera sanitaria o del tesserino di codice fiscale da sostituire.

Come e dove ricevere il duplicato della Tessera Sanitaria?

Dopo l’invio della richiesta, i dati inseriti si confrontano con quelli registrati in Anagrafe Tributaria. Se le informazioni risultano corrette, la Tessera viene spedita all’indirizzo presente in Anagrafe Tributaria. Se il richiedente non si assiste nel Servizio Sanitario Nazionale, si invia il tesserino di codice fiscale.

 


Superbonus 110%

Superbonus 110%: come funziona e come ottenerlo

Il Superbonus 110% è il nuovo incentivo previsto dal Decreto Legge Rilancio che consente di ottenere una riduzione fiscale del 110% per lavori di riqualificazione energetica e sismica effettuati entro il 30 giugno 2022. Scopriamo come funziona nel dettaglio.

Il super bonus del 110% comprende due tipologie di misure:

  • il Super Ecobonus, il quale incoraggia i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica;
  • il Super Sismabonus che promuove i lavori antisismici.

Pertanto, si potrà beneficiare di una detrazione del 110% dei costi sostenuti per queste tipologie di interventi sia come privati che come condomini.

 

Superbonus 110%: gli interventi “trainanti” per accedere al bonus

Il Superbonus 110% prevede una detrazione fiscale del 110% per coloro che ristrutturano vecchi edifici (e quindi non sono incluse strutture costruite ex novo), con l’obiettivo primario di migliorarne l’efficienza energetica.

I lavori che si andranno ad effettuare, rinominati trainanti come da decreto legge, saranno, nello specifico:

  • Isolamento termico;
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;
  • riduzione del rischio sismico (il cosiddetto Sismabonus 110%).
  • La detrazione 110% includerà sia le abitazioni private, sia interi appartamenti.

 

Chi può utilizzare il superbonus 110% nel 2021?

Il Superbonus 110% sarà valido per tutti i contribuenti che apporteranno nelle proprie strutture abitative un miglioramento per quanto concerne il consumo energetico.

Per quanto riguarda, invece, l’ambito soggettivo del superbonus, la detrazione potenziata riguarda:

  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni, per un massimo di due unità immobiliari, ferma la detrazione riconosciuta per interventi su parti comuni di condomini;
  • condomini (sia interventi trainanti che interventi trainati);
  • IACP (istituti autonomi di case popolari);
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ad unità immobiliari adibiti a spogliatoi.

Per poter beneficiare del superbonus, una persona fisica deve possedere o detenere l’immobile a qualsiasi titolo (contratto di locazione o comodato d’uso). Ha diritto alla detrazione anche il coniuge o la persona che convive con il proprietario dell’immobile in cui verranno effettuati i lavori (a patto che paghi anche lui le spese inerenti ai lavori).

 

Quali sono i requisiti per ottenere il Superbonus?

Per ottenere la detrazione fiscale è importante che i vari progetti lavorativi possano garantire miglioramenti di almeno due classi energetiche (ove possibile), come dalla D alla B.

Se questo salto non si raggiunge, deve essere comunque garantito il livello di energia più alto. Pertanto, se si è in posizione A3 si può usufruire del bonus raggiungendo il livello A4.

Questo passaggio deve essere confermato da un attestato di prestazione energetica siglato da un tecnico qualificato.

Per utilizzare il superbonus è necessario eseguire uno dei lavori trainanti che potranno includere nel bonus anche altri lavori nominati trainati, considerando sempre il salto superiore di due classi energetiche.

 

Le tre modalità per ottenere il Superbonus 110%

I contribuenti possono utilizzare le agevolazioni del Superbonus scegliendo una tra le seguenti opzioni:

  • Sconto su fattura
  • Cessione del credito
  • Detrazione fiscale

 

Sconto in fattura

Il primo passo per utilizzare il superbonus 110% è lo sconto in fattura.

In questo modo, l’impresa che effettuerà i lavori di riqualificazione energetica anticiperà l’importo che poi recupererà sotto forma di credito d’imposta, in quote annuali di pari importo.

Questa soluzione è molto utile quando il reddito di una persona è così basso da non poter beneficiare di tutta la detrazione

 

Cessione del credito 

Il secondo modo per poter utilizzare il superbonus è quello di cedere ad enti terzi, come gli istituti bancari, l’importo garantito dal bonus.

La cessione del credito consentirà di ottenere immediatamente la somma rientrando nella spesa sostenuta per i vari lavori.

 

Detrazione fiscale

Il terzo e ultimo modo per poter usufruire del superbonus è quello di poter utilizzare le somme di denaro garantite dall’incentivo come detrazione fiscale, cioè recuperando liquidità ogni anno in 5 o 4 rate dell’importo dovuto.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la sezione dedicata al superbonus 110% sul sito delle Agenzie delle Entrate.


Dichiarazione dei redditi 2021


Che cos’è la dichiarazione dei redditi?

Si tratta del documento fiscale e contabile con il quale chiunque sia residente in Italia ha la possibilità di poter dichiarare i propri redditi derivanti da lavoro, immobili o altro e calcolare l’imposta dovuta o un eventuale credito rimborsabile.

Quali tipologie di redditi riguarda?

Il documento con all’interno questa dichiarazione racchiude tutte le tipologie di redditi. Quelli della pensione e del lavoro, quella dei fabbricati e dei terreni, quelli che provengono da investimenti tassati, quelli del lavoro d’impresa e quello autonomo. Infine rientrano quelli diversi, ossia non quelli classificati altrove, ma percepiti durante l’anno.

Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi 2021?

Le persone che devono presentare la dichiarazione dei redditi sono tutti coloro che hanno percepito, nel periodo di imposta, redditi imponibili. Gli imprenditori e i professionisti sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi anche in assenza di redditi o in presenza di perdite.

Dichiarazione dei redditi 2021: chi ne è esonerato?

Sono esonerate dalla dichiarazione, in generale, tutte le persone (non imprenditori o professionisti) che non abbiano redditi tassabili o abbiano soltanto redditi tassati alla fonte (ad esempio, il pensionato o il lavoratore dipendente).

In particolare, sulla base delle istruzioni ministeriali, non sono tenuti a compilare la dichiarazione dei redditi i titolari delle seguenti tipologie di redditi:

  • reddito dipendente percepito da un unico soggetto;
  • redditi dipendenti, qualora il datore di lavoro abbia già provveduto al conguaglio fiscale, cioè a quell’operazione di ricalcolo dell’imposta dovuta sull’intero reddito di lavoro dipendente percepito nell’anno;
  • reddito di soggetti ad imposta sostitutiva (ad esempio, BOT o altri titoli pubblici);
  • redditi esenti (ad esempio, pensioni di guerra, di invalidità, pensioni privilegiate a militari di leva, ecc.)

Nel caso di immobili sui quali è dovuta l’IMU, il contribuente è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi soltanto se questi non producono redditi di locazione.

Dove si può presentare la dichiarazione dei redditi 2021?

La dichiarazione deve essere effettuata telematicamente direttamente dalla persona interessata. In alternativa si può procedere  con l’aiuto del servizio degli intermediari fiscali (Centro di Assistenza Fiscali – CAF, professionisti abilitati a fornire servizi tributari o commercialisti).

Come si compila la dichiarazione?

La dichiarazione dei redditi si compila indicando su ciascun quadro il reddito corrispondente. La somma dei redditi posseduti e riportati nei vari quadri costituisce il reddito complessivo, al quale devono essere sottratte le deduzioni spettanti. Sommati tutti i redditi e sottratti gli oneri deducibili, (ad esempio le spese mediche e gli interessi passivi sulla prima casa), si ottiene il reddito imponibile. Quest’ultimo corrisponde al reddito sul quale si calcola l’imposta, secondo gli scaglioni di reddito, attualmente previsti dalla Legge 296/2006.

Quali sono le scadenze per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2021?

Per quanto concerne le scadenze 2021, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato lo slittamento delle scadenze a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 in corso. Ecco le principali scadenze 2021 da segnare:

  • La dichiarazione 730 precompilata sarà disponibile dal 10 maggio 2021 invece che dal 30 aprile e dovrà essere consegnata entro il 30 settembre 2021 invece che entro il 15. La stessa scadenza vale per il 730 ordinario.
  • Il Modello Redditi viene solitamente consegnato entro il 30 novembre. Tuttavia nel 2020, causa Covid, il termine è slittato al 10 dicembre pertanto, considerato il prolungarsi dell’emergenza sanitaria, è possibile che anche per il 2021 la scadenza venga posticipata.